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Come si “viene bene” in foto?

Febbraio 19, 2024


“Ma io non vengo mai bene in foto”.
Quanto volte ho ascoltato questa frase detta dai miei clienti/sposi/soggetti?
Essere fotogenici non è solo questione di canonica bellezza fisica, ma anche di conoscere alcuni trucchi e segreti che possono fare la differenza tra una foto media e una strepitosa.
In questo articolo cercherò di svelarti tutte le strategie per “venire bene in foto”, che utilizzo con i soggetti durante le mie sessioni di ritratto.
Continua a leggere per scoprire i miei consigli pratici.

Conosci il tuo lato migliore?


Ogni persona ha un lato del viso che preferisce. Sperimenta davanti allo specchio per capire qual è il tuo e cerca di posare in modo da metterlo in risalto.
Spesso è questione di acconciatura, per esempio potremmo apprezzarci di più in base al lato in cui un ciuffo o una frangia incorniciano il viso.

Di tre quarti…
Inoltre solitamente nella maggior parte dei casi scegliere un’angolazione di 3/4 piuttosto che frontale può risultare più piacevole.
Questo perché il cosiddetto “angolo di tre quarti” offre una prospettiva più dinamica e interessante, creando una maggiore profondità e dimensione nell’immagine. Inoltre, questa angolazione tende a valorizzare meglio i lineamenti del viso, definendo meglio le sfumature e minimizzando eventuali imperfezioni.
Posare di tre quarti può anche aiutare a creare un senso di mistero e fascino, poiché non svela completamente il volto, lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore.
Tuttavia, è importante sperimentare con diverse angolazioni e trovare quella che meglio si adatta alla propria fisionomia e personalità, poiché ogni individuo è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro.
Infatti anche se l’angolazione di tre quarti può essere preferita da molti per la sua dinamicità e il suo potere di dare profondità all’immagine, la posizione frontale ha i suoi vantaggi unici quando si tratta di mettere in risalto il soggetto.
…o frontale?
In posizione frontale, il volto è completamente visibile, permettendo di catturare l’espressione e i dettagli in modo diretto e senza distrazioni. Questo tipo di angolazione può essere particolarmente efficace per comunicare sincerità e connessione emotiva con l’osservatore.
Inoltre, la posizione frontale può essere utilizzata per progetti che richiedono un contatto visivo diretto con l’obiettivo, trasmettendo un senso di sicurezza e apertura.
È importante sottolineare che la scelta dell’angolazione dipende dall’obiettivo della foto e dall’effetto desiderato, e che entrambe le posizioni, frontale e di tre quarti, offrono opportunità uniche per esprimersi attraverso la fotografia.

La postura

Mantenere una postura corretta
Mantenere una postura corretta è fondamentale per ottenere una foto che valorizzi al meglio il tuo aspetto. Cerca di stare con la schiena quanto più riesci dritta, con le spalle rilassate e i muscoli addominali leggermente contratti per sostenere la schiena.
Evita di incrociare braccia e gambe, poiché questo potrebbe dare un’aria chiusa e poco aperta. Inoltre, alza leggermente il mento verso l’alto per evitare l’effetto “doppio mento” e allungare il collo, contribuendo a una postura più elegante e slanciata.
Ricorda di mantenere una postura naturale e confortevole, evitando tensioni eccessive che potrebbero trasmettere un’immagine poco autentica.
Una postura sicura e rilassata farà sì che le tue foto esprimano fiducia e serenità.

Giocare con l’angolazione della fotocamera
Sperimenta diverse angolazioni per trovare quella che ti valorizza di più.
In generale, solitamente, un leggero angolo dall’alto è più favorevole perché sfina il viso e in generale la figura.

Relax…!

Rilassarsi davanti all’obiettivo
Se sei teso o nervoso, si vedrà nella foto. Cerca di rilassarti, respira profondamente e pensa a qualcosa di piacevole per metterti a tuo agio.
…Fosse così semplice!
Ah, il famoso “sorridere spontaneo” durante una sessione fotografica! Una pratica così semplice e allo stesso tempo tanto complicata quanto fare un salto con il paracadute senza sapere se funzionerà.
Ma, d’altronde, chi ha detto che la fotografia debba essere una passeggiata nel parco? No, no, no.
Per ottenere quel sorriso spontaneo, devi passare attraverso un vero e proprio campo minato emotivo.
Prima di tutto, ti chiedi: “Sorrido con i denti o senza?” Poi, arriva l’ansia del “Sembra naturale o sembro un manichino?”
Oh, e naturalmente, non dimentichiamo il classico “Ma come cavolo si sorride spontaneamente quando c’è una macchina fotografica puntata dritta verso di me?”.
Sì, rilassarsi e sorridere spontaneamente è fondamentale, dicono. È il trucco per una bella foto, dicono.
Ma chi avrebbe mai pensato che sorridere spontaneamente potrebbe richiedere più pianificazione di una missione sulla Luna? Eppure, alla fine della sessione di ritratto, quando finalmente quel sorriso spontaneo si materializza, è come se avessi vinto la lotteria.
Quindi, ricordate: rilassatevi, sorridete e sperate che quel momento “spontaneo” si presenti al momento giusto.

Outfit

Scegliere abiti e colori adatti
Ah, l’eterna lotta tra indossare qualcosa che ci fa sentire come noi stessi e qualcosa che fa sembrare che abbiamo idea di cosa stiamo facendo.
Da un lato, abbiamo la voce della ragione che ci sussurra all’orecchio: “Vesti qualcosa di sobrio, di neutro, così non distrarrà dall’oggetto principale, ovvero tu”.
Dall’altro lato, c’è il nostro ego che urla: “Indossa quel vestito rosso fuoco che urla ‘sono qui per rubare lo show!'”.
È come essere in un romanzo di Jane Austen, con il nostro cuore diviso tra la scelta sicura e quella audace.
E diciamocelo, la maggior parte di noi si trova al bivio tra l’abito comodo che ci fa sentire a nostro agio e quello che ci fa sembrare un po’ come un pavone su passerella.
Alla fine il mio consiglio sincero è sempre lo stesso: optiamo per qualcosa che ci fa sentire bene, perché sì, indossare abiti adatti e che esprimono la nostra personalità è importante.
Ma ricordate: non importa cosa indossate, l’accessorio più importante è sempre la vostra sicurezza e autenticità.
Opta per abiti che ti facciano sentire a tuo agio e che valorizzino la tua figura. Come regola generale diciamo che i colori neutri e gli abiti senza scritte/illustrazioni tendono a funzionare bene in foto, perchè non distolgono l’attenzione dal soggetto.

E lo sfondo?

Fare attenzione agli sfondi
Ah, lo sfondo, quel dettaglio apparentemente insignificante che può trasformare una foto da capolavoro a “dov’è Wally?”.
Sì, perché se c’è una cosa che può rovinare una foto è proprio il caso, che guarda caso posiziona sempre un cestino della spazzatura o una persona vestita di verde esattamente dietro il soggetto nel momento in cui stai per scattare quella foto perfetta. E allora ti ritrovi lì, a decidere se valga la pena spostare l’oggetto che rovina la foto o se si possa semplicemente ritoccare digitalmente il palo che – troppo spesso- sembra che esca dalla testa della persona fotografata.
Alla fine ci rendiamo conto che forse, bastava fare più attenzione allo sfondo prima di premere il pulsante di scatto.
Quindi, ecco un consiglio per te che aspiri a fare belle fotografie: controlla sempre cosa c’è dietro il tuo soggetto prima di scattare una foto. Un background pulito e ordinato metterà in risalto il soggetto principale.

L’importanza della luce

Scegliere la giusta illuminazione
Nel mondo della fotografia, l’illuminazione è una delle componenti più importanti quando si tratta di creare ritratti di valore.
Una corretta illuminazione può trasformare completamente l’atmosfera di un’immagine, accentuando i tratti del viso, creando tonalità suggestive e catturando l’attenzione dello spettatore.
La luce può essere modellata e manipolata in molti modi per adattarsi al mood e allo stile desiderati del ritratto.

L’illuminazione morbida e diffusa è spesso preferita per ridurre le ombre e dare un aspetto più morbido e naturale al soggetto, mentre la luce diretta può essere utilizzata per creare contrasti audaci e drammatici.
L’angolazione della luce è altrettanto importante: una luce proveniente dall’alto può modellare il viso in modo lusinghiero, mentre una luce laterale può aggiungere profondità e dimensione.
Oltre alla sua funzione pratica, l’illuminazione nel ritratto fotografico può anche essere utilizzata per creare atmosfere emotive e raccontare storie.
Da una luce calda e avvolgente che evoca un senso di intimità e conforto, a una luce fredda e tagliente che comunica drammaticità e tensione, le possibilità sono infinite.

Evitare il flash diretto
Quando possibile, evita di utilizzare il flash diretto, che può creare ombre dure e poco lusinghiere sul volto del soggetto, oltre a dare un aspetto piatto e poco naturale all’immagine.
Invece, è preferibile utilizzare fonti di luce più morbide e diffuse, come la luce naturale o un flash con diffusore, che permettono di creare un’illuminazione più uniforme e gradevole.
In alternativa, è possibile sfruttare le superfici riflettenti per diffondere e indirizzare la luce in modo più controllato, riducendo al minimo le ombre indesiderate.
Inoltre, l’uso creativo della luce ambientale può aggiungere profondità e carattere alla foto, evitando la necessità di ricorrere al flash diretto.

Postproduzione solo Q.B.

Ritoccare con moderazione
Ah, il meraviglioso mondo del ritocco fotografico, dove è possibile trasformare un normale selfie in una foto da copertina di una rivista di moda senza nemmeno dover uscire di casa! (Ci piacerebbe!)
Ma come ogni cosa, il ritocco fotografico ha bisogno di essere maneggiato con cautela.
È come aggiungere sale alla tua pasta: un pizzico è perfetto, troppo e rischi di finire con un pasto immangiabile.
Perché sì, eliminare un piccolo brufolo sulla guancia o sbiancare i denti può fare la differenza, ma se finisci per sembrare una versione di plastica di te stesso, allora forse hai esagerato un po’.
E non dimentichiamo il classico effetto “pelle di porcellana”, dove ogni ruga e ogni imperfezione scompaiono magicamente, lasciandoti con un viso che sembra appena uscito dalla catena di montaggio di una fabbrica di bambole.
Quindi, la prossima volta che ti trovi di fronte a Photoshop, ricorda: meno è spesso più.
Se decidi di ritoccare le tue foto, fallo con moderazione.

Correggere i “difetti”

Quando si tratta di fotografie, spesso ci preoccupiamo dei nostri difetti fisici e di come possano essere evidenziati dall’obiettivo della macchina fotografica.
Tuttavia, è importante ricordare che nessuno è perfetto e che ogni tratto distintivo contribuisce alla nostra unicità e bellezza.
Gestire gli elementi fisici che non ci piacciono in foto non significa nasconderli o modificarli digitalmente, ma piuttosto accettarli e imparare a valorizzarli nel migliore modo possibile.
In questo paragrafo, esploreremo alcuni consigli pratici su come gestire i difetti fisici durante le sessioni fotografiche, permettendo a ogni individuo di sentirsi sicuro e a proprio agio di fronte all’obiettivo.
Prima di procedere ci tengo comunque a specificare che la bellezza è una questione di prospettiva e che l’accettazione delle caratteristiche uniche di ciascuno può trasformare una “imperfezione” in un tratto distintivo unico e affascinante.

Naso “importante”

Ci sono diverse strategie che possono aiutare a creare un equilibrio armonioso nell’immagine complessiva, distogliendo l’attenzione da un naso più pronunciato.
Innanzitutto, è importante lavorare sull’illuminazione: una luce morbida e diffusa può aiutare a minimizzare le ombre che possono enfatizzare la dimensione o la forma del naso.
Sperimentare con diverse angolazioni di ripresa può essere efficace: inclinare leggermente la testa verso il basso o posizionarla leggermente di tre quarti anziché di fronte può aiutare a ridurre la percezione delle dimensioni del naso.
Inoltre, l’uso sapiente di accessori e pose può aiutare a spostare l’attenzione su altre parti del viso, come gli occhi o le labbra, creando un equilibrio visivo nell’immagine.

Sfinare il viso

Quando si tratta di creare ritratti fotografici che contribuiscano a snellire il viso, esistono diverse strategie che possono essere adottate per ottenere risultati lusinghieri.
Una luce morbida e diffusa può aiutare a minimizzare le ombre e a dare al viso un aspetto più levigato e uniforme. È importante anche prestare attenzione alla posizione del soggetto rispetto alla fonte di luce, evitando una luce troppo diretta che potrebbe enfatizzare le linee del viso. Sperimentare con diverse angolazioni di ripresa può essere altrettanto efficace: inclinare leggermente la testa verso il basso o posizionarla di tre quarti anziché di fronte può aiutare a creare una percezione di maggiore snellezza. Inoltre, l’uso sapiente di accessori come sciarpe o gioielli può contribuire a creare linee verticali che allungano visivamente il viso.

Valorizzare lo sguardo

Gli occhi possono trasmettere messaggi molto potenti e sono spesso considerati la parte del corpo più espressiva e comunicativa.
Infatti, molti psicologi e esperti di comunicazione non verbale ritengono che gran parte della nostra comunicazione avvenga attraverso il linguaggio del corpo, e gli occhi sono una componente essenziale di questo processo.
Per valorizzare lo sguardo dei nostri soggetti, è importante stabilire un contatto visivo diretto con il soggetto durante lo scatto, poiché questo può trasmettere un senso di connessione e intensità emotiva. Per aggiungere un tocco di profondità e mistero agli occhi, si può sperimentare con l’uso di riflessi o ombre leggere, che aggiungono fascino e definizione.

Rughe & affini

Leggenda vuole che una delle più grandi attrici italiane disse un giorno al suo truccatore:

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!

Personalmente amo molto fotografare persone sul cui viso sono visibili i segni del tempo.
Credo fortemente che sia importante catturare e riportare in fotografia la ricchezza di esperienza e la bellezza maturata nel tempo.
Le rughe raccontano storie e mostrano il carattere unico di ogni individuo.
Per rappresentarle come elemento positivo nella foto, e non esagerare l’effetto drammatico è fondamentale lavorare con un’illuminazione morbida e diffusa che minimizzi le ombre e illumini delicatamente il volto.
Inoltre, scegliere una postura e un’angolazione di ripresa che valorizzi la personalità del soggetto, mostrando la peculiarità delle sue espressioni.
Importante è fare in modo che il soggetto si rilassi e si diverta, poiché la naturalezza è ciò che rende un ritratto genuino e coinvolgente.
Durante la post-produzione, è possibile apportare correzioni leggere per migliorare la luminosità e il contrasto, ma è importante evitare di ritoccare eccessivamente lo scatto, poiché ciò potrebbe compromettere l’autenticità dell’immagine.
In definitiva, le rughe e i segni del tempo sono testimonianze della vita vissuta e dovrebbero essere celebrate come parte integrante della bellezza e della storia di ogni individuo.

Per finire questo lunghissimo excursus sulla fotografia di ritratto ricorda sempre che la cosa più importante durante una sessione di ritratto fotografico (come anche nella vita!) è divertirsi, perché la vera bellezza risiede nella naturalezza e nell’autenticità.

Tutti i ritratti di questo articolo sono stati realizzati per la Cooperativa La Vela, grazie a tutte le splendide anime che si sono divertite insieme a me.

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