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Rimedio salvavita: la pratica yoga

Gennaio 12, 2024

“Esiste lo Yoga nel mondo perché tutto è collegato.” (Desikachar)

Perché da fotografa vi parlo di yoga?
Ci sono due ragioni:
1- è la più efficace tra quelle che io chiamo “pratiche salvavita
2- trovo analogie nell’atteggiamento di predisposizione mentale con cui ci si approccia alla pratica yoga e quello che assumiamo istintivamente nell’attività fotografica

La pratica “salvavita”

Cerco di spiegarvi cosa succede quando si assume una posizione.
Si entra in un flusso armonico di movimenti capaci di attivare il corpo, e ci si sofferma in posizioni stabili, affinandole man mano con sempre maggiore precisione.
Con il tempo le posizioni sono sempre più piacevoli da tenere, la facilità con cui le ritroviamo giorno dopo giorno, pratica dopo pratica ci fa comprendere quanto la conoscenza raggiunta attraverso il corpo attraverso l’esperienza e la memoria muscolare è paragonabile a quella raggiunta con la mente, attraverso la razionalizzazione.
A me succede questa cosa strabiliante: mentre sto tenendo una posizione e mi viene spiegata la tensione tra due diverse forze, uguali e contrarie, che apparentemente sarebbe impossibile far coesistere, e che devo reclutare per consentire la stabilità in quella posizione.
L’istruzione passa dalla testa, ma viene svolta direttamente dal corpo, che rimanda alla testa l’informazione che, anche se apparentemente contraddittorie, queste due tensioni posso COESISTERE.
Ciò che sembrava contraddittorio diventa improvvisamente chiaro, e non a livello razionale, ma a livello del SENTIRE fisico profondo.
La possibilità viene sperimentata dal corpo, non è più lui a fidarsi della mente, ma è l’esatto contrario: è la mente a sperimentare con successo la fiducia nel corpo fisico.
E credetemi: per una super razionale come me che ragiona sempre (troppo!) su tutto a volte fidarsi e lasciarsi andare salva la vita. O se non proprio la vita… la giornata!

“La pratica dello yoga aiuta il corpo pigro a diventare attivo e vibrante. Trasforma la mente, rendendola armoniosa. Lo yoga aiuta a mantenere il corpo e la mente in armonia con l’essenza, l’anima, così che i tre siano fusi in uno.” (B.K.S. Iyengar)

Tutte le posizioni hanno la capacità di attivare, invertire, stimolare pensieri.
Tutte le attività fisiche lo fanno, ma lo yoga per mia esperienza personale è una delle pratiche con più ampio spazio e tempo per la riflessione.
Nello yoga si arriva fin dove si può, è tutto calibrato, dolce, senza sforzo eccessivo e soprattutto senza la violenza che spesso è stimolata dalla competitività.
Ognuno coi suo tempi e con le proprie forze, rispettando i propri limiti e godendo delle proprie particolarità.
Uno degli aspetti più importanti della pratica infatti è l’accettazione amorevole del proprio sé, l’invito a considerare il proprio corpo unico e perfetto già così com’è, lasciando andare l’ansia di corrispondere a un canone di bellezza o il raggiungimento del risultato di una performance perfetta.

Insomma, facendo yoga io riesco ad accettarmi e ad amarmi come persona piena, degna e collegata con il tutto.

Analogie tra pratica yoga e attività fotografica

Queste analogie si possono riassumere in:

Resistenza alle distrazioni
Precisione nella scelta dell’inquadratura e dell’angolazione di scatto / nell’attivazione delle parti del corpo per stare in una posizione
Concentrazione nelle situazioni di caos (mentale / figurato / concreto)
Movimento per intercettare i “momenti decisivi” da fotografare / per praticare vinyasa
Ascolto della situazione, del momento e delle persone per capire cosa sta succedendo / del corpo

Tutte le fotografie di questo articolo: servizio di branding per la mia insegnante Mila Mantovani (Dharmika)
Per saperne di più sui servizi di branding per piccole attività cliccate qui o scrivetemi a info@studiorainbow.it

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