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Oggi vi racconto tutta la storia di Studio Rainbow.
E’ stato fondato nel 2012 da Giovanni, Andrea e Andrea.
Andrea faceva foto, Giovanni faceva video.
Io sono arrivata dopo.

La leggenda narra che Andrea ha lasciato perché si trovava più a suo agio a meno quaranta nella steppa siberiana che a fotografare matrimoni. E infatti è diventato uno dei più bravi fotografi naturalisti italiani.
Dopo di che Giovanni ha visto le mie foto del mitico evento 4/quarti (ahi! quanto ci manca!) sui social, e mi ha chiamata per chiedermi se facevo anche matrimoni.
Giovanni… (scopro sul web) è un videomaker bravissimo che racconta la giornata del matrimonio come se fosse un videoclip di un gruppo folk/hipster…
(…ma davvero gli piaceranno le mie foto?)
…ECCERTO CHE FACCIO ANCHE MATRIMONI!

In quel periodo portavo ovunque la macchina e fotografavo compulsivamente tutto quello che mi colpiva, perché sentivo di avere così tanto da imparare ancora, e ancora… E ovunque trovavo qualcosa che mi colpiva.
Abbiamo cominciato a collaborare, ero felicissima!
Ma la felicità durò poco.
Dopo qualche mese lui mi disse che avrebbe lasciato perdere la parte fotografica, perchè voleva dedicarsi solo ai suoi video.
Oh no! Finalmente avevo trovato una persona con cui collaborare, che condivide il mio stesso atteggiamento rispettoso, sobrio, verso quello che sta fotografando, che come me si perde dietro al velo che svolazza nel vento, che ricerca la poesia nelle piccole cose, che lavora in sinergia con noi fotografi capendo istantaneamente quando è il momento di muoversi, spostarsi, per non finire nell’inquadratura…
Che riprende senza artifici, costrizioni, pose involontarie…che lascia fluire la vita e ne prende, ne ferma un pezzettino. Sottovoce.

La storia di Studio Rainbow

Sai che c’è, Giò? (gli ho detto) Continuo io!
Io sposo in pieno la filosofia dello scatto che c’è dietro Studio Rainbow, e ho cominciato seriamente a scattare matrimoni con voi.
E mi sono sempre sentita parte di una squadra, lavorando insieme a voi.
Sarà un po’ come subentrare in una squadra di calcio, i giocatori vengono e vanno, la maglia rimane (ho pensato).
E così è stato.
La storia di Studio Rainbow è diventata la mia.

In realtà, visto che ve la sto dicendo tutta, ve la racconto fino in fondo. Quando ho deciso di cogliere l’occasione infilandomi in quel passaggio spazio-temporale non immaginavo che Studio Rainbow avrebbe potuto diventare così parte di me.
Non è una creatura mia, ma io lo sto facendo crescere: è una sensazione bellissima, appagante, tonda.

storia di Studio Rainbow

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