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“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé” (O. Wilde)

Ogni anno stampo le mie fotografie (quelle importanti, ma anche quelle solo divertenti!) e le raccolgo in album appositi organizzati e catalogati.
Lo faccio per il “portfolio” lavorativo ma -soprattutto- per le immagini personali. I miei progetti personali sono tutti intrisi di questo amore (e, diciamo la verità, anche un po’ di odio!) per la mia storia personale.

Ma quanto vale una fotografia…davvero?

Sono cresciuta circondata da fotografie: quando ero piccola mio padre aveva sempre con sé la sua Canon, e qualche tempo fa ho scoperto che anche mio nonno era un appassionato “reporter di famiglia” (epperforza sono letteralmente ossessionata dal conservarle!)

barbecue davanti al camper
Un momento di vacanza documentato dal mio papi reporter.
Certo, ci sono quegli oggetti particolari, che hanno particolare valore affettivo: il vestito della nonna da giovane, il braccialetto regalo del battesimo, l’anello di fidanzamento dei nostri genitori.
Sono oggetti importantissimi e significativi perché sono appartenuti a qualcuno a cui vogliamo bene, e ogni volta, riguardandoli, ci sembra un po’ come se quella persona fosse con noi.
Ma le fotografie…le fotografie sono vive!
Ci sono le persone dentro! Le persone che amiamo e abbiamo amato con le loro belle facce, le espressioni caratteristiche, i sorrisi sereni e la fisicità manifesta.
Quando avete tempo provate a sfogliare un vecchio album con le fotografie di quando eravate piccoli. Guardatelo attentamente, intrattenetevi, osservatelo facendo finta di non conoscere i soggetti ritratti, concentratevi sui dettagli, sugli sfondi, su come le fotografie dialogano tra loro nelle pagine. Poi fermatevi, chiudete gli occhi e immaginate l’istante precedente e immediatamente successivo allo scatto. Immergetevi nella memoria, immaginatevi le parole dette e i pensieri fugaci che stanno dietro a uno sguardo.
Quanto vale una fotografia, quando custodisce un così importante compito?
Chiedete alle fotografie di svelarvi le piccole verità che nascondono.
gruppo guarda fotografie importanti
La mia mamma e la mia nonna insieme ai suoi fratelli guardano vecchie fotografie

La memoria

Cercate lì dentro qualcosa di voi stessi, perché vi assicuro che se ci guardate dentro bene lo troverete, anche (e forse soprattutto) a distanza di tempo.
La memoria che le fotografie custodiscono è una scala da cui vedere il futuro da un po’ più in alto, è una coperta che ci scalda nelle giornate in cui sentiamo freddo.
Le fotografie sono oracoli a cui chiedere consiglio, contengono indizi preziosi su chi eravamo, su chi siamo stati noi e i nostri amori, le nostre famiglie, gli amici, i luoghi cari del passato e del presente.
Quello che ci rimandano quando le guardiamo varia a seconda del momento che stiamo vivendo, ci si trova dentro tutto quello di cui abbiamo bisogno.

Scattare una fotografia  non è semplicemente fermare un attimo. È costruire una porta che potremo aprire in qualsiasi momento noi vogliamo.
Un passaggio temporale che ci riporta indietro, a quando quelle fotografie sono state scattate, alle emozioni che provavamo, al calore di cui eravamo circondati, ai legami forti che sentivamo.

coppia che si bacia in cucina quanto vale una fotografia
I miei genitori, autoscatto in cucina, anni 80.
Se le conserviamo con amore, le consideriamo preziose e ci impegnamo a raccoglierle e ordinarle secondo logiche care più al cuore che alla mente, ci verranno in soccorso quando ne avremo bisogno.
Se un diamante è per sempre, una fotografia è per la vita. Anzi, le vite.
Le nostre vite: vere, imperfette, che abbiamo un disperato bisogno di ricordare.

Quanto vale una fotografia?
Quanto valgono i ricordi della nostra storia.

Immagini dal mio album di famiglia.

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